Della Signoria di Venezia
«Andreas Gritti, Dei gratia Dux Venetiarum et Universis et singulis Rectoribus, Potestatibus, Jusdicentibus locorum et terrarum Dominii nostri, ac Officialibus huius civitatis: fidelibus dilectis salutem et dilectionis affectum.
«Alli VII de l'instante havemo concesso con el Consiglio nostro de Pregadi gratia et facultà al dilettissimo nostro Ludovico Ariosto, nobile ferrarese, famigliare dell'Eccellentissimo Signor Duca di Ferrara, che una opera sua chiamata Orlando furioso per lui composta et novamente corretta et reformata possi lui solo farla stampar et vendere. Nè ad altri questo sia licito nelle terre et loci nostri, [354] con quelli modi et conditioni et sotto quelle pene che pel Collegio nostro li fu concesso del 1515 a dì 25 Ottubrio. Perhò vi commettemo che ditta nostra gratia li osserviate et da tutti faciate inviolabiliter osservare.
«Datum in nostro Ducali Palatio, die XIIII Januarii, inditione prima, M. D. XXVII.» [ Stampato in fine dell'Orlando furioso, 3ª ediz. di Ferrara, Francesco Rosso da Valenza, 1532, in-4º. - Veggasi a pag. 279 la seconda supplica dell'Ariosto al Doge di Venezia, 7 genn. 1527, intesa ad ottenere che gli fosse confermato il privilegio ottenuto nel 1515, giacchè a render valide tali grazie occorreva per nuova legge l'approvazione del Consiglio di Pregadi. Ma la 3ª ediz. del Furioso, che l'autore sperava presto pubblicare, tardò ancora cinque anni, e nel frattempo il suo poema si ristampò 17 volte senza dargli alcun utile; poi venne poco dopo a morire.]