XXVII

Ai medesimi

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Questo presente esibitore del mio commissariato mi fa intendere, esserli stato rubato uno suo mulo da [46] certi suoi vicini; e che avendo ricercato di ritrovare detto suo mulo alli giorni passati, uno Giovanni di Niccolò Giusti da Pescaglia ebbe a dire, che sapeva colui che lo aveva rubato detto mulo: e ora volendo il predetto esibitore intendere da ditto Giovanni, chi era stato quello che glielo aveva rubato, ditto Giovanni li ha negato, e non li vuole dire la verità. Pertanto V. S. saranno contente commettere sia chiamato ditto Giovanni, ed esaminato quello lui sa di questo furto, acciò che il povero uomo possi trovare la via di rinvenire il malfattore e la sua robba; perchè, per quanto mi dice, quello Giovanni sa il tutto. E a V. S. offerendomi, mi raccomando sempre.

(Castelnovo.... 1522).

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