XXII [ Questa e così le altre lettere dirette agli Anziani suddetti furono tratte dai copiari dell'Archivio di Stato in Lucca e pubblicate la prima volta dal signor Angelo Fondora nel Gior. stor. degli Archivi Toscani, 1862.]

Agli Anziani della Repubblica di Lucca

Magnifici ac potentes domini mei observandissimi. Mando a V. S. Belgrado da Valico con quello spiedo e giannettone, che quelle mi scriveno lui tolse alla famiglia del vicario del Borgo alli giorni passati; e perchè ditto Belgrado è stato obedientissimo a tale restituzione, anco che in ditta rissa ricevesse delle ferite, per le quali in liberarsi ha speso assai; e sì come lui a bocca dirà a V. S. fu promisso di satisfare la medicatura e ogni suo danno che patisse, per essersi intromisso a tale impresa; pertanto V. S. si degnino in le cose licite e oneste esaudire ditto Belgrado, attento che per mio mezzo volentieri ha ricorso alle prefate, alla cui bona grazia di continuo mi raccomando sempre: quae bene valeant.

Ex Castelnovo Carfagnanae, 22 martii 1522.

E. D. V.

Observantissimus LUDOVICUS ARIOSTUS

comes et ducalis commissarius generalis

in Carfagnana [ Le sottoscrizioni sono omesse nelle seguenti lettere, quando si trovano conformi alle antecedenti.].

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