A messer Benedetto Fantino
Mes. Benedetto mio onor. Ho avuto per il mio ragazzo una vostra lettera molto tarda, perchè da Firenze, dove si è fermato qualche giorno, è venuto in qua a piedi ed è stato assai per via. Del negozio vostro non ho fatto ancora nulla; non perchè non me lo sia raccordato, ma perchè non vi ho saputo capo nè via. Io son arrivato qui in abito di staffetta, [ «Così alla mia speranza, che a staffetta Mi trasse a Roma,» dice alla Satira VI. Non appena seppe l'Ariosto che Giovanni de' Medici suo amico era stato eletto papa (11 marzo 1513), corse a Roma per fargli ossequio e congratulazioni anche a nome del duca. Leone X mostrò gradirne la visita; ma la concepita speranza di essere beneficato coll'offerta di qualche carica rimase al poeta delusa.] e per non aver panni ho schivato di [25] andare a persone di dignità, perchè qui, più che in tutti gli altri lochi, non sono estimati se non li ben vestiti. [ Lamentavasi quindi nella Satira II colla famosa terzina: Apollo, tua mercè, tua mercè, santo Collegio delle Muse, io non possiedo Tanto per voi, ch'io possa farmi un manto. ] È vero che ho baciato il piè al Papa e m'ha mostrato di odir volontera: veduto non credo che m'abbia, chè dopo che è Papa non porta più l'occhiale. Offerta alcuna nè da Sua Santità nè da li amici miei divenuti grandi novamente [ Molti suoi amici avevano conseguito impieghi onorifici e lucrativi, o erano in procinto di diventar cardinali: il papa alla prima creazione ne fece trentuno; onde l'Ariosto disse alla Satira VI: «.... vidi A tanti amici miei rosse le spoglie.»] mi è stata fatta; li quali mi pare che tutti imitino il Papa in veder poco. Io mi sforzarò e oggi cominciarò, che non serà più longo, a vedere se io potrò aver mezzo alcuno con quel Mes. Paris. [ Paride Grassi maestro delle cerimonie sotto Giulio II, promosso da Leone X a prelato di palazzo.] Usar Mes. Bernardo [ Bernardo Dovizi da Bibbiena segretario particolare del Medici, creato poscia cardinale datario. Era anch'esso amico dell'Ariosto, che nella Satira IV lo chiama il suo Bibbiena.] per mezzo, credo poter male, perchè è troppo gran maestro, ed è gran fatica a potersegli accostare; sì perchè ha sempre intorno un sì grosso cerchio di gente che mal si può penetrare, sì perchè si convien [26] combattere a X usci prima che si arrivi dove sia: la qual cosa a me è tanto odiosa, che non so quando lo vedessi; nè anco tento di vederlo, nè lui nè uomo che sia in quel palazzo: pur per vostro amor sforzarò la natura mia; ma potrò far poco, perchè fatta la coronazione, che serà fra 4 dì, faccio pensiero di venirmene a Ferrara. Io intendo che a Ferrara si estima che io sia un gran maestro qui: io vi prego che voi li caviate di questo errore, cioè quelli con che vi accade a parlare, e fategli intendere che son molto da manco che non ero a Ferrara, acciò che richiedendomi alcuno qualche servicio, e non lo facendo per impossibilità, e non lo sapendo essi, mi accusassino di asinità. Altro non m'accade, se non che a voi mi raccomando.
Romae, 7 aprilis MDXIII.
Vostro,
Ludovicus Ariostus.
Fuori - Al Mag. come fratello hon. M. Benedetto Fantino Cancellero dell'Ill. o et R. o Card. de Ferrara,-in Ferr.