Al medesimo
Ill.mo Sig. mio................. Al Sig. Cardinale Regino [ Pietro Isualli arcivescovo di Reggio in Calabria.] ho fatto sentire il desiderio che V. S. avrebbe che Mess. Giovanni.... avesse la compagnia che era del conte de la [10] Mirandola, [ Il conte della Mirandola, Lodovico Pico, mandato da papa Giulio II alla testa di una campagnia di duecento fanti e altrettanti cavalleggieri in aiuto del duca Alfonso, restò ucciso il 15 dicembre 1509 da una palla d'artiglieria delle navi veneziane, dopo aver respinto gli stradiotti nel bastione che avevano eretto sulla riva del Po in faccia alla Polesella, e mentre cavalcava a fianco del cardinale Ippolito.] e oltra questo le ho commendato il prefato Mess. Giovanni quanto mi fu possibile, del quale il prefato Sig. Cardinale avea poca notizia. Sua Sig. Ill., per amor de la S. V., si è offerta di far tutto il poter suo acciò che si consegua l'intento, avvenga che n'abbia poca speranza; però che poco dinanzi, pregato dal Sig. di Pesaro, ne ha parlato con la Santità del N. S. acciò che il Sig. di Pesaro avesse tal condotta, e dal N. S. n'ha avuto repulsa; e per questo estima che abbia tra sè disposto di darla a qualche suo. Tuttavia non restarà far ogni opera per satisfare a V. S. Quel dì ch'io giunsi qui, il conte Lodovico da Canossa [ Lodovico Canossa vescovo di Tricarica.] incidenter mi disse che'l Papa aveva eletto in loco del conte de la Mirandola il Sig. Ottaviano Fulgoso, e che poi parea che si fosse pentito, e che credea che divideria quella condotta tra più d'uno.
Dopo ch'io mi partii da Ferrara [ L'Ariosto partì da Ferrara il 16 dicembre 1509, come rilevasi dal Furioso, c. 40, st. 3, subito dopo avvenuta la morte del conte della Mirandola, per chiedere soccorso al Papa.] è sempre piovuto il dì e la notte, e di qua le acque de li fiumi sono in su le ripe, sicchè è molto pericoloso il porsi [11] in cammino. Per questo V. S. mi averà per escuso s'io sarò un po' tardo al ritorno; ch'io ritornarei mal volontieri nei pericoli di affogarmi c'ho scorsi al venire in qua. Oggi è arrivata la nova che V. S. insieme col Duca ha rotta l'armata Veneta in Po, [ La rotta dell'armata Veneta in Po accadde la mattina del 22 dicembre a merito principalmente del cardinale Ippolito, che fece tagliare in più luoghi gli argini del fiume, ed appostarvi a pelo d'acqua dei grossi cannoni e delle colubrine di nuova e miglior costruzione del duca Alfonso. La scarica impreveduta scompigliò la flotta, e decise della vittoria. Furioso, c. 3, st. 57. Tre Ariosti vi presero parte. Id., c. 40, st. 2 a 5.] di che a mio giudicio tutta questa Corte si è rallegrata; e il Sig. Cardinale Regino nel sortire da S. Santità trovò a caso che 'l Cornaro [ Il cardinale Marco Cornaro d'illustre famiglia veneta.] descriveva questa vittoria con ogni particolarità. Me ne sono allegrato, chè oltra l'util publico la mia Musa averà istoria da dipingere nel padiglione [ Accenna all'ultimo canto del Furioso (che potrà dirsi fosse nel 1509 terminato ma non completato), ove si descrive il maraviglioso padiglione, sotto il quale la maga Melissa volle che seguissero le nozze di Ruggiero e Bradamante da cui doveva uscire la famiglia d'Este, perchè in detto padiglione la profetica Cassandra, ricamandolo per Ettore, aveva figurata la puerizia e le future imprese del lontanissimo nipote cardinale Ippolito! In sì magnifico quadro di adulazione non mancò quindi di essere dipinta la vittoria su l'armata Veneta (c. 46, st. 97). Forse l'idea di questo fantastico padiglione venne al poeta per aver veduto in Ferrara quello che il duca Ercole nel 1494 regalò a Carlo VIII, tutto di seta ed oro, «fatto in forma di una casa, con sala, camera ed altre dentro,» come si legge nella Cronaca modenese di Iacopino de' Lancillotti (Parma, 1861, p. 127) edita dalla Deputazione di Storia patria di Modena.] del mio Ruggiero a nuova laude di V. S., alla quale mi raccomando.
Romae, XXV decembris MDIX.
Servitor,
Ludovicus Ariostus.
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