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Al Magnifico Nicolò de' Conti in Padova

Magnifico parente mio hon.mo Vostra Mag.tia se sarà forse maravigliata che non le habbia mandato le copie di quelle sue investiture, di che essa et a Gabriele mio fratello et a me a' dì passati ha molte volte scritto. Sappia che, oltre le investiture le quali feci vedere al suo messo e ch'egli mi disse non erano a proposito, se ne trovò poi un'altra la quale si sperò potesse essere quella che V. Mag.tia cercava, ma niente fu perchè essa si rimette ad un altro istrumento fatto del.... libro di tal millesimo. Credevo che fusse a casa.... de la camera, che così m'havea detto il notaro che intorno.... tal libro; et essendo questo Consultore stato fuor de la terra molti giorni, ho aspettato il [342] suo ritorno. Quando poi è venuto, gli ho fatto cercare, et finalmente non c'è questo libro.... Speranza resta che si potrà trovare nella torre del Castello, dove scritture vecchie si conservano: così ho messo ordine che vi sii cercato. Intanto perchè V. Mag.tia non m'imputi di negligentia, gli n'ho voluto dare avviso. Non restarò di far cercare finchè sarò chiaro se questa sua investitura si trova o non. Intanto me le raccomando.

Ferrariae, 4 augusti MDXX.

Di Vra Mag.tia

Ludovico Ariosto. [ È tratta così manchevole (salvole parole in corsivo da me aggiunte in senso probabile) dal codice 9 della Biblioteca particolare del sig. march. Trivulzio di Milano, e l'ebbi dalla gentilezza del sig. conte senatore Giulio Porro Lambertenghi, il quale con sua lettera del 18 novembre 1886 (forse l'ultima ch'egli scrisse essendo disgraziatamente morto in Fino, provincia di Como, dopo soli quattro giorni) mi avvertiva che non è autografa, ma copia mandata al marchese G. G. Trivulzio dal Tomitano, il che pure rilevasi dal Catalogo dei codici manoscritti della Trivulziana compilato dal Porro (Torino, Bocca, 1884), pag. 210. - Ed ebbi altresì tratta da copia la seguente scrittura unita allo stesso codice 9: «A questo dì di San Michele 1518 io Lodovico Ariosto ho consegnato a Guido da Guastalla mio lavoratore in San Vidale le infrascritte bestie buine in socida per anni cinque: a partire in capo di anni 5 il guadagno per mezzo, et stando il mio capital fermo; et al tempo del partire avrò a cavare del chioppo altre tante bestie della medesima sorte et etade ch'io consegno a lui al presente et per il medesimo capitale ch'io apprecio a lui, che a suo pericolo e spesa le habbia a custodire et governare secondo li modi et Statuti di Ferrara, videlicet: Una vacca bruna stellata, detta ghirlanda, con una vedella lattante, di precio l'una e l'altra di lire tredeci. Una vacca rossa detta la rossina, con uno vedello dietro lattante, l'una e l'altro di precio lire undeci. La soprascritta bruna ha fatto un vitello maschio questo Luglio 1519. La vedella soprascritta c'havea de capitale lire 13, ha fatto un vitello questo anno del 1521, et essa è morta.» Il suddetto Catalogo della Trivulziana ricorda inoltre a pag. 211 che nel codice 577 si contiene una lettera dell'Ariosto, ma questa era già stata pubblicata e leggesi nel presente vol. a pag. 302. ]

Fuori - Mag. co et generoso affini et tamquam fratri ac parente et fratello, Domino Nicolao de' Comitibus, Paduae.

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